IL PIANO DI RIORDINO OSPEDALIERO: L'INGIUSTIZIA E' FATTA!


L’Associazione Echèo di Palagiano, ha più volte denunciato a mezzo stampa quale sia ormai lo stato della sanità nella nostra provincia di Taranto.
Di fronte all’atteggiamento silente per mesi delle nostre istituzioni, abbiamo levato forte la nostra protesta per denunciare lo stato reale in cui versano i nostri ospedali e quali siano le condizioni dei servizi offerti ai cittadini.
Noi per prima e sulla nostra pelle, ne sentiamo gli effetti, tanto che in molte occasioni abbiamo esposto le nostre proposte senza che, ovviamente, siano state accolte.
Le nostre proposte sono sempre le stesse. Ci sono due fasi nella vita di un malato oncologico: la prima fase è quella della scoperta della malattia, dell’affannosa ricerca del miglior specialista e quindi l’intervento chirurgico e le terapie chemioterapiche e radioterapiche. C’è anche una seconda fase, che qui vogliamo rimarcare con una certa decisione, ed è quella della routine dei controlli e degli esami specialistici successivi. Abbiamo ricordato che spesso al malato vengono raccomandati dei controlli a scadenza prefissata. Il malato quindi deve peregrinare dal proprio medico di famiglia ed impostare tutte le visite specialistiche in modo che queste siano pronte per la visita oncologica successiva.
Sarebbe stato sufficiente che lo stesso medico specialista ASL potesse in sede di visita, operare le opportune prenotazioni mediante il sistema CUP, tali da garantire, attraverso un programma appropriato, date certe evitando così al malato le stressanti  attese e preoccupazioni tanto più che esso è già soggetto psicologicamente provato.
Ma rispetto a quanto sta succedendo in ordine al piano di riordino ospedaliero questi aspetti diventano bazzecole considerando che in qui in gioco non sono i servizi ma bensì i reparti ovvero quei luoghi in cui una persona malata di cancro si misura  quotidianamente tra la vita e la morte, tra la speranza e la disperazione.
Se poi quel reparto, con tutto il suo carico di personale medico e paramedico, di esperienze, di buona sanità, di rapporti umani e di solidarietà, è a rischio chiusura in quanto soggetto alla scure dei tagli previsti dal piano di riordino ospedaliero, allora stiamo rasentando la pazzia più pura, e tutto questo avviene nella zona occidentale della provincia di Taranto che, dopo aver pagato e continua a pagare il prezzo in termini di vite umane più alto per malati di tumore a causa anche dell’inquinamento, continua a rimanere la cenerentola della sanità pugliese.
Ieri (20.04.2011 n.d.r.) abbiamo assistito all’ennesimo atto di quello che consideriamo la prova evidente di quanto le istituzioni siano veramente lontano dai malati. Alla conferenza dei servizi organizzata per l’avvio dei lavori del San Raffaele a Taranto, il Governatore Vendola ha stigmatizzato la fronda degli oppositori al piano di riordino ospedaliero. I Sindaci della zona occidentale di Taranto, per protesta, non hanno partecipato alla conferenza dei servizi. Insomma tutti contro tutti. In questa che a noi sembra solo una guerra fredda fatta con comunicati e prese di posizioni, non potremmo che aspettarci un solo risultato: NULLA.
Nullo sarà infatti tutto quello che nasce da semplici speculazioni politiche e demagogiche. Abbiamo apprezzato quello che i Sindaci della zona occidentale stanno facendo, apprezziamo anche gli interventi dei consiglieri regionali Lo Spinuso e Sala. Ma è tutto un colloquio tra sordi. Invitiamo, ancora una volta, di mettere da parte le vostre (presunte) differenze e di unirvi in una battaglia comune per evitare il baratro.
Occorrono azioni serie e concrete che mirano alla modifica, sia pur parziale, del piano anche attraverso una proposta di legge di iniziativa popolare, dove il termine di confronto per stabilire i giusti requisiti per assegnare i reparti ed i posti letto siano quelli come l’incidenza sul territorio (rappresentato geograficamente come la distanza tra la residenza del cittadino ed il luogo di cura) delle varie malattie, quella oncologia in particolare, come il rapporto tra servizi offerti prima e dopo il piano di riordino ospedaliero che deve rimanere evidentemente lo stesso, come il tasso di migrazione sanitaria che deve essere completamente assorbito dalle strutture sanitarie locali.
Solo unendo le sinergie, i potenti apparati politici ed amministrativi di cui sono portatori i sindaci ed i consiglieri regionali, si può veramente prevedere un risvolto positivo alla nostra vertenza.  
Noi dal canto nostro continueremo a dare battaglia in quella che è una prova di civiltà ma anche di sopravvivenza per molti e non faremo “sconti” a nessuno qualora ci accorgeremo di atteggiamenti strumentali che non abbiano invece a cuore le legittime aspettative dei malati.
L’Associazione Echèo Onlus Palagiano

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